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Cloud o on-premise: come si fa davvero il conto

Le voci che non compaiono nei preventivi e che ribaltano il confronto dopo il terzo anno.

Il confronto fra cloud e on-premise viene quasi sempre presentato male, da entrambe le parti. Chi vende cloud confronta il canone con il prezzo dei server. Chi vende hardware dimentica che i server vanno gestiti.

Le voci che mancano

Nel conto on-premise vanno messi: hardware, licenze, gruppo di continuità, condizionamento, spazio, tempo delle persone che lo gestiscono, e il costo del rinnovo dopo cinque anni. Nel conto cloud: canone, traffico in uscita, backup, ambienti di prova, e il tempo delle persone che comunque servono.

Il fattore che decide

Quasi sempre la variabile che ribalta il risultato è il traffico in uscita e la quantità di dati movimentata. Sotto una certa soglia il cloud conviene quasi sempre; sopra, dopo il terzo anno, il conto si inverte.

La risposta onesta, per molte aziende, è ibrida: quello che varia molto sta nel cloud, quello che è stabile e pesante resta in casa.

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